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Mangio poco ma non riesco a perdere peso: come mai?

Il peso corporeo di ogni individuo può essere considerato il risultato di fattori genetici, epigenetici e “ambientali”.
L’uomo da sempre, nel tempo, ha dovuto far fronte a periodi di carenza di cibo, adattandosi a questa situazione, mentre l’eccesso ponderale rappresenta un problema piuttosto recente.
Da un punto vista biochimico-fisiologico la regolazione del peso corporeo può essere definita asimmetrica, il fisico tenderà a recuperare molto più facilmente il proprio peso corporeo “ideale” partendo da una situazione di sottopeso rispetto al sovrappeso.

Questa teoria viene definita come “SET-POINT” del peso corporeo e si basa appunto sul concetto di regolazione (omeostatica) del proprio peso.
Il corpo tende all’equilibrio vitale. Alla base di tutto ciò vi sono meccanismi genetici ed umorali regolati tramite un meccanismo a feedback.
Cerchiamo di semplicizzare il discorso, tutt’altro che semplice.
Se iniziassimo a ridurre in maniera drastica le calorie giornaliere, il nostro organismo risponderebbe adattandosi, mandandoci segnali come aumento dell’appetito o sonnolenza… allo stesso modo una perdita di peso può scaturire dei maccanismi biochimico-metabolici in grado di minimizzare tali processi e indurre il nostro organismo a ripristinare il peso di partenza (SET-POINT) .


Tuttavia, parlare oggi di SET-POINT nell’uomo risulta difficile. Lo stile di vita (sedentarietà e western diet ad esempio) e le condizioni ambientali rendono difficile il mantenimento dei meccanismi biologici sopracitati. Si parla per tanto di SETTING-POINT andando a richiamare una certa dinamicità di questo equilibrio.

Di base saranno: genetica, meccanismi epigenetici e composizione corporea del soggetto i determinanti di partenza di tale equilibrio.
Tuttavia, la storia e l’esposizione prolungata a regimi dietetici e/o diversi stili di vita (es: livello di attività fisica come lavoro o sport) andranno a generare continui adattamenti e a determinare nuovi SETTING-POINT del peso corporeo.

All’atto pratico:

1. Esiste un SET-POINT del peso corporeo determinato dalla nascita, nel breve periodo il nostro peso tenderà sempre a tornare a questo livello indipendentemente dal discostamento.

2. Le abitudini attuali e la “storia” del singolo individuo nel tempo potranno determinare continui shift (SETTING-POINT).

3. Sarà molto più difficile scendere ogni volta al di sotto del proprio SETTING-POINT mentre risulterà più facile ristabilirlo al di sopra (soprattutto nei casi di dieta non equilibrata e sedentarietà). Questo poiché: come detto, in primis, nel tempo l’uomo si è adattato sicuramente di più a situazioni di carenza rispetto a situazioni di abbondanza, inoltre, il grasso corporeo sembra essere il principale regolatore del peso corporeo (la leptina sembra essere più efficace quando presente i livelli minimi inducendo un ripristino dei depositi adiposi e inducendo diminuzioni nel metabolismo basale).

Per tanto, esposizioni prolungate allo steso stimolo nutrizionale (specie diete ipocaloriche) e/o allenante (livello di attività fisica) faranno sì che l’organismo si adatterà ed individuerà il suo nuovo SETTING-POINT verso il quale tenderà costantemente.
Allo stesso tempo esporsi ad una dieta squilibrata e ad uno stile di vita sedentario per periodi prolungati farà sì che il fisico non cercherà più di ridurre l’introito energetico (es: riduzione dell’appetito) ed aumentare le spese energetiche (aumento dispendio calorico a riposo) ma fisserà il suo nuovo SETTING-POINT.

Articolo sviluppato in collaborazione con il dott. Leonardo Cesanelli (Laureato in Biological Sciences – Personal trainer certificato CSEN – Collaboratore NUTRICAM Food & Health)

Bibliografia:
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Haas V, Gaskin KJ, Kohn MR, Clarke SD, Müller MJ: Different thermic effects of leptin in adolescent females with varying body fat content. Clin Nutr 2010, [Epub ahead of print].
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