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Supplementare con razionalità: Withania somnifera

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Così come un vestito viene cucito su misura per poter essere perfetto, è stata più volte dimostrata l’importanza di un programma nutrizionale personalizzato e costruito in maniera specifica sui fabbisogni e le specifiche dell’individuo e del momento in cui esso si trova. Allo stesso modo, gli stessi principi possono essere applicati quando viene preso in considerazione l’utilizzo di uno o più supplementi per migliorare o preservare lo stato di salute e, i livelli prestativi, se considerati atleti o individui fisicamente attivi.

Il primo presupposto necessario per far si che la supplementazione con un dato elemento abbia ragione di essere considerata, è rappresentato dall’esistenza o meno di evidenza scientifica sulla sua sicurezza ed efficacia di utilizzo. Accertato questo primo aspetto e, acquisite e valutate in maniera critica le informazioni necessarie, sarà di fondamentale importanza individuare e caratterizzare tutti i possibili scenari in cui tale supplementazione potrà essere applicata con razionalità.

La Withania somnifera conosciuta anche come ashwagandha o ginseng indiano, è una pianta le cui applicazioni sono tradizionalmente incluse nella medicina ayurveda, tra le quali figurano proprietà ergogeniche e miglioramento della forza.

Diversi studi hanno negli ultimi anni valutato diverse applicazioni nell’ambito dell’attività fisica, indagando i possibili effetti in termini sia di miglioramento della forza che di capacità di resistenza. Tuttavia, confrontandoci (team NUTRICAM) e nel valutare la possibilità di utilizzo di tale supplemento in un contesto di aumento della forza dell’individuo/atleta, abbiamo riscontrato un gap nelle informazioni disponibili: i soggetti presi in esame negli studi che avevano riportato effetti positivi nell’aumento della forza sono stati per la maggior parte soggetti non allenati o con minima esperienza di allenamento. È nata dunque l’idea di approfondire l’argomento, valutare una supplementazione su soggetti con esperienza pluriennale di allenamento orientato alla forza e paragonare i dati con un gruppo di soggetti con esperienza minima, al fine di ottenere maggiori informazioni su efficacia, meccanismi di azione, popolazione target e strategie di supplementazione.

I risultati del nostro studio, che ha coinvolto 16 soggetti (8 semi-allenati e 8 allenati) è consistito in 8 settimane di allenamento con una supplementazione giornaliera di Withania somnifera prevista per i soli soggetti allenati hanno dimostrato che:

  1. Una supplementazione strutturata in maniera razionale di Withania somnifera può supportare e migliorare gli adattamenti ad allenamenti volti ad aumentare la forza;

  1. Le risposte ottenute in soggetti allenati sono state significativamente minori se comparate ai risultati, riportati da studi precedenti, su soggetti non allenati. Il livello di allenamento e/o il momento (carico di allenamento, stanchezza o situazioni specifiche) possono determinare l’entità della risposta a tale supplementazione.

  1. I maggiori benefici derivanti da una supplementazione di un adattogeno come la Withania somnifera possono essere riscontrati nelle prime fasi di adattamento ad un allenamento volto all’incremento della forza, in situazioni in cui l’atleta/individuo dovrà riprogrammare per un motivo o l’altro carichi e obiettivi di allenamento o in situazioni specifiche come il rientro post-infortunio o post-over-reaching non funzionale.

Queste informazioni possono essere di fondamentale importanza nel determinare il successo e il senso o meno di una strategia di supplementazione che resta sempre un aspetto da applicare con massimo rigore scientifico e personalizzazione.

I supplementi possono rappresentare un valore aggiunto nel momento in cui la maggior parte degli aspetti sono già stati ottimizzati e il contesto rispecchia in maniera ottimale una condizione di razionalità strategica.

Articolo scritto in collaborazione con Dott. Leonardo Cesanelli

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