Spunti di riflessione sulla supplementazione di probiotici nell’atleta
25 Settembre 2020

Supplementi di corpi chetonici, quando può rivelarsi una scelta sensata?

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Negli ultimi anni si è visto un crescente interesse nei confronti dell’approccio nutrizionale conosciuto come dieta chetogenica.

Si tratta di una strategia nutrizionale caratterizzata da una forte riduzione dell’introito dei carboidrati, dal mantenimento di un moderato apporto di proteine e da un aumento dell’apporto di grassi. Lo scopo della restrizione nell’apporto di carboidrati è di “spingere” l’organismo ad utilizzare altre fonti energetiche e in particolare i grassi. Ciò porta alla produzione di corpi chetonici (acetone, aceto-acetato e beta-idrossi-metil-butirrato) e si instaura una condizione definita “chetosi nutrizionale” che si è rivelata utile in numerose applicazioni cliniche e promettente anche in alcune sue applicazioni in ambito sportivo.

L’utilizzo della dieta chetogenica in ambito clinico ha riscosso molto successo in molteplici condizioni cliniche a partire dall’epilessia farmaco resistente fino ad oggi dove viene applicata per contrastare le emicranie, il diabete mellito, la sindrome metabolica ecc…

È cresciuta anche la sua popolarità in campo sportivo sia per la semplice ricomposizione corporea, sia negli sport con categorie di peso laddove sia necessario un rapido dimagrimento, ma anche tra gli atleti di endurance, come intervento che garantendo un incremento nella capacità di ossidare acidi grassi durante l’esercizio fisico (g/min; FATmax) può indurre adattamenti che possono apportare benefici alla performance.

Tuttavia si tratta di un tema da approfondire e oggetto di numerosi studi. Di certo gli effetti descritti possono risultare utili ma vanno ricercati in particolari fasi della stagione di un atleta e per specifiche categorie di atleti o in caso di necessità particolari del singolo atleta.

Perché tutte queste precisazioni? Perché non possiamo dimenticare che il migliore carburante per lo sportivo restano i carboidrati! Regimi di dieta chetogenica protratti nel tempo possono infatti ridurre l’efficienza di utilizzo di glucidi durante l’attività o, nel caso di sport a medio-alta intensità (>80% picco VO2), rappresentare un fattore limitante per la performance dell’atleta in quanto il costo in ossigeno per la produzione di energia a partire da acidi grassi è molto più elevato rispetto ad un’equivalente produzione di energia a partire da carboidrati.

Esistono anche effetti indiretti associati a periodi prolungati di dieta chetogenica, come quelli mediati dalle alterazioni indotte sul microbiota del cavo orale. Promuovendo batteri nitrati-riduttori viene compromessa l’efficacia degli integratori di nitrati come il succo di barbabietola, per il quale esiste evidenza scientifica sulla capacità di migliorare la performance.

L’utilizzo di una o l’altra strategia nell’atleta, e non solo, andrà sempre ponderata in funzione delle necessità e caratteristiche soggettive.

Dunque, considerando le difficoltà nel rispettare un regime come quello previsto dalla dieta chetogenica (basso apporto glucidico), in particolare per atleti che devono sottoporsi ad allenamenti continui ed intensi o competizioni, sono stati sviluppati integratori a base di corpi chetonici come alternativa per indurre un incremento di corpi chetonici nonostante l’atleta o l’individuo stia seguendo una dieta ad alto apporto glucidico. Inoltre, un altro aspetto che ha condotto allo sviluppo e all’applicazione di questi supplementi è stato legato al fatto che il nostro organismo possiede una capacità limitata di ossidare glucidi durante l’attività (1g/min) e quindi, all’idea di poter sviluppare mix in grado di fornire un apporto sinergico di nutrienti.

Ma quali possono essere, se esistono, i benefici di un supplemento di questo tipo?

I chetoni possono rappresentare un elemento interessante come:

  1. Alternativa “energetica” per l’atleta o l’individuo che pratica attività fisica di medio-alto livello;

  1. Fattore di risparmio” per il glicogeno muscolare;

  1. Protezione contro il catabolismo muscolare.

Tuttavia, raggiungere dosaggi efficaci tramite supplementi presenta il rischio di indurre problemi gastrointestinali quando assunti sottoforma di sali o costi spropositati quando si opta per gli esteri.

Per chi è più interessato ad alcuni degli aspetti “tecnici” legati alla scelta di un integratore di questo tipo, sarà in primis importante sottolineare che i livelli di corpi chetonici ematici con un impatto osservabile sembrano dover raggiungere la concentrazione di 2-3 mM, e ciò implica l’assunzione di quantità consistenti e supplementi di monoesteri dei corpi chetonici. Questo può determinare differenze sostanziali sull’utilizzo di una o l’altra formulazione. Inoltre, in particolare nell’ambito dello sport, gli studi finora condotti hanno coinvolto individui in condizioni che difficilmente possono essere paragonate a quelle che realmente un atleta o uno sportivo affronta in termini di accumulo di fatica e entità/intensità dello sforzo. Pertanto non sono al momento disponibili indicazioni solide che giustifichino una supplementazione con chetoni esogeni senza aver analizzato nel dettaglio il contesto e le caratteristiche dell’individuo.

Per quanto riguarda gli effetti legati alla perdita di peso, le considerazioni possono essere simili. Da un lato, gli studi a riguardo non hanno ad oggi espresso un parere univoco, dall’altro persistono tutti i fattori “limite” descritti in precedenza quali modalità e posologie per una supplementazione che anche solo in via teorica (assenza di evidenza scientifica) possa essere funzionale allo scopo. Seppur in alcuni studi in cui è stato studiato l’effetto dei corpi chetonici sulla perdita di peso, una perdita di peso è stata registrata, gli autori hanno nella maggior parte dei casi associato tale riduzione alla restrizione calorica prevista dal regime dietetico.

In conclusione, è bene constatare come ogni qual volta vengano toccati aspetti legati agli approcci nutrizionali o alla supplementazione, emerga l’importanza della personalizzazione e della cura dei dettagli di ogni strategia così come dell’abilità di periodizzare gli interventi per ricavarne vantaggi per l’atleta evitando effetti indesiderati o inutili dispendi di energie.

Referenze

Ketone Bodies and Exercise Performance: The Next Magic Bullet or Merely Hype? Philippe J. M. Pinckaers, Tyler A. Churchward-Venne, David Bailey, Luc J. C. van Loon.

Poff, Angela, et al. "Exploring the Viability of Exogenous Ketones as Weight Loss Supplements (P21-017-19)." Current developments in nutrition 3.Supplement_1 (2019): nzz041-P21.

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