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Disturbi intestinali negli atleti di endurance: prevenirli e gestirli al meglio

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Uno dei fattori che spesso va a pregiudicare la performance di un atleta o a rappresentare un ostacolo per chi si avvicina ad uno sport di endurance o ultra endurance è rappresentato dai problemi intestinali che possono originare durante lo svolgimento di queste attività (1).

In questo articolo cercheremo di capire cause ed eventuali soluzioni a questo problema.

Per gli amanti dello sport di endurance rimarrà certamente indelebile la scena del campione olandese Tom Dumoulin in maglia rosa fermo a bordo strada in preda ad un attacco di diarrea a 30 km dal traguardo (sedicesima tappa del giro d’Italia 2017). Tali episodi, al contrario di quanto si possa immaginare, risultano essere piuttosto frequenti nello sport di endurance, in particolare nel running dove viene riportato come circa il 60% dei maratoneti o ultra-maratoneti soffra di disturbi intestinali (1).

Tali problemi originano da cause multifattoriali ancora non ben note.

L’esercizio fisico in cronico sembra avere un impatto diretto sulle funzioni intestinali.

Tra gli elementi più studiati, due delle cause principali che possono avere un ruolo nell’insorgere di tali problematiche possono essere quelle di tipo meccanico e quelle di tipo nutrizionale.

Cerchiamo di capire perché e come poter prevenire o gestire tali situazioni.

1) Cause di tipo meccanico > La postura o gli urti/impatti legati all’attività fisica rappresentano una delle cause principali legate all’insorgere di problemi gastro intestinali. Il susseguirsi degli impatti con possibile danneggiamento delle pareti intestinali è la spiegazione per il quale i runners sono tra gli atleti i più soggetti ad episodi di diarrea o flatulenze durante l’attività fisica. In uno sport come il ciclismo invece, la postura specie durante prove a cronometro associata a continua ingestione di aria per via boccale e acqua può generare discomfort non solo a livello intestinale ma anche allo stomaco (1, 4).

2) Cause di tipo nutrizionale > Come facilmente ipotizzabile e intuibile la nutrizione gioca forse il ruolo principale nello sviluppo di disturbi intestinali durante l’attività fisica.

In particolare, l’apporto e il timing di assunzione di carboidrati, fibre, grassi e lo stato di idratazione sono tra i fattori principali che se gestiti in maniera errata possono aumentare la probabilità di insorgenza di tali disturbi. Se alimenti o preparati con concentrazioni glucidiche molto elevate (>500 mOsm/L) possono essere considerati ad “alto rischio”, per il resto il discorso dovrà essere strettamente legato alla personalizzazione sul soggetto e non potrà limitarsi a generalizzazioni di tipo quantitativo (1, 2).

Come muoversi dunque per prevenire o gestire situazioni di questo tipo?

Allenamento > Nel caso di stress di tipo meccanico la soluzione è strettamente legata alla capacità dell’individuo di adattarsi alle condizioni e al tipo di allenamento. Ciò significa che saranno necessarie prove diverse in orario e situazioni differenti per capire quale possa essere il momento migliore per allenarsi. Per un atleta sarà importante riprodurre le condizioni (orari, temperatura, pasti) del giorno di gara.

Train The Gut > Rimanendo nel discorso allenamento alcuni ricercatori hanno ipotizzato e valutato la possibilità di allenare l’intestino degli atleti. Cosa significa? Simulare come detto le condizioni di gara sia dal punto vista degli apporti calorici ed in particolare glucidici, dal punto di vista del timing e anche dal punto di vista dell’intensità di esercizio. Simulare quindi carichi di carboidrati e assunzioni importanti di acqua durante l’attività fisica (2,3).

Nutritional Setting > Come detto lo stress a cui viene sottoposto un atleta rende necessarie alcune considerazioni e valutazioni specifiche e per forza di cosa differenti rispetto all’individuo sedentario in termini di apporto calorico senza dubbio ma anche nell’apporto dei nutrienti. In questo caso specifico, in una situazione di forte stress a livello intestinale (meccanico, infiammatorio, carico di nutrienti) può venir compromessa la normale funzionalità intestinale esponendo potenzialmente ad esempio l’atleta a situazioni di discomfort, alterata permeabilità o malassorbimento. In questi casi sarà ad esempio molto importante ponderare l’apporto di fibre evitando sovraccarichi così come evitare sovraccarichi di alimenti dai tempi di svuotamento gastrico o di digestione prolungati.

Scritto in collaborazione con Dott. Leonardo Cesanelli



Referenze
(1) de Oliveira, E. P., Burini, R. C., & Jeukendrup, A. (2014). Gastrointestinal complaints during exercise: prevalence, etiology, and nutritional recommendations. Sports Medicine, 44(1), 79-85.
(2) de Oliveira, E., & Burini, R. (2014). Carbohydrate-dependent, exercise-induced gastrointestinal distress. Nutrients, 6(10), 4191-4199.
(3) Jeukendrup, A. E. (2017). Training the gut for athletes. Sports Medicine, 47(1), 101-110.
(4) Karhu, E., Forsgård, R., Alanko, L., Alfthan, H., Pussinen, P., Hämäläinen, E., & Korpela, R. (2017). Exercise and gastrointestinal symptoms. European Journal of Applied Physiology.
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