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Cacao e cioccolato fondente: istruzioni per l’uso
8 Gennaio 2018

Dipendenza da zuccheri? No, grazie!

zucchero

Vi siete mai chiesti che effetto ha un’alimentazione ricca di zuccheri sulla mente e sul comportamento?
È un argomento che i ricercatori stanno approfondendo da tempo e i risultati sono piuttosto allarmanti. Il risultato è che gli zuccheri aggiunti sono in grado di influenzare il modo di pensare e di agire ed è stata dimostrata una sovrapposizione tra zuccheri e droghe, sia dal punto di vista della neurochimica cerebrale sia dal punto di vista del comportamento.
Dal punto di vista neurochimico lo zucchero può essere considerato una sostanza psicoattiva vale a dire in grado di influenzare l’attività cerebrale.
Genera infatti il rilascio di oppioidi endogeni, serotonina e dopamina, neurotrasmettitori associati a sensazioni di benessere. Questo ha dato un vantaggio enorme dal punto di vista evolutivo. Un basso livello di zuccheri nel sangue è sempre stato un chiaro segnale di emergenza: “è ora di mangiare! Trova il modo più veloce per aumentare lo zucchero nel sangue!”.
Per i nostri antenati questo era un compito piuttosto difficile. Trovare fonti di zucchero come frutta o miele equivaleva infatti a trovare alimenti ricchi energeticamente, molto rari e preziosi per la sopravvivenza.
La sensazione di benessere generata dal loro consumo aveva la funzione di spingerli a ricercarli e ad assumerne in grandi quantità quando disponibili, andando a depositare grassi, utili nei momenti di assenza di cibo.

Oggi tutto questo è diventato un problema: abbiamo conservato le risposte fisiologiche agli zuccheri dei nostri antenati ma la disponibilità degli zuccheri è illimitata e in forme più nocive (zuccheri raffinati) di quelle presenti in natura (ricche in fibre e antiossidanti).
L’effetto ricompensa generato dagli zuccheri secondo alcuni studi animali risulta essere paragonabile a quello dato dalla cocaina. Abbiamo così sviluppato per gli zuccheri comportamenti simili a quelli assunti per le sostanze d’abuso: il forte desiderio (craving), la necessità di quantità sempre maggiori per ottenere lo stesso effetto (bingeing), le sensazioni di malessere legate alla mancata assunzione (crisi d’astinenza).
Questo meccanismo ha contribuito ad un’assunzione di zuccheri e carboidrati superiore a quella necessaria e di conseguenza ha accelerato l’aumento dell’obesità e delle patologie metaboliche.
Quello che possiamo fare è scegliere gli alimenti con maggiore consapevolezza, senza zuccheri aggiunti (attenzione all’etichetta) e abituare il palato a sapori sempre meno dolci.

Fonti:
Sugar addiction: is it real? A narrative review J DiNicolantonio 2017
Lenoir M, Serre F, Cantin L, et al. Intense sweetness surpasses cocaine reward. PLoSOne 2007;2:e698.
Avena NM, Rada P, Hoebel BG. Evidence for sugar addiction: behavioral andneurochemical effects of intermittent, excessive sugar intake. Neurosci Biobehav Rev2008;32:20–39.
Pretlow RA. Addiction to highly pleasurable food as a cause of the childhood obesity epidemic: a qualitative internet study. Eat Disord 2011;19:295–307.
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